. Olimpiadi di Italiano

Mi presento

Martina Perla

Martina Perla

Frequento la 2D sc. (biennio) del Liceo Ariosto Spallanzani a Reggio Emilia (RE)

Abito a Reggio Emilia (RE)
Emilia Romagna
Italia


Il mio referente per la finale è

Cinzia Carapezzi

Chi sono

La sola idea di dover scrivere (molto pi che parlare) di me ha la diretta conseguenza di provocarmi lorticaria. Sono fermamente convinta che descrivere se stessi nero su bianco (in quella che quindi non pi una biografia, ma unautobiografia) sia una forma lampante di narcisismo, salvo che non abbia come fine ultimo lesternare un disagio interiore. Gi difficile convivere con il proprio io e sopportarlo ogni giorno, figuriamoci averci a che fare anche nello scritto. mio desiderio far notare che se qualcuno trascorre del tempo prezioso a ricostruire le vicende inerenti alla propria vita, agisce (per forza!) con la convinzione, ancor pi che con la consapevolezza, che qualcuno legger quanto ha scritto, che qualcuno, di sua iniziativa, decider di farlo; a confronto, invece, latto del parlare di s racchiude unintenzione, oserei dire, quasi ingenua, perch s, laltro interlocutore viene costretto ad assistere al monologo che voi andate costruendo, ma pu benissimo decidere di non prestarvi reale attenzione. Chiarita la mia posizione, posso dirvi che mi chiamo Martina (Marty, Marti, Mart o Tina per gli amici), anche se un tale, in passato, pens (giustamente, dal momento che nessuno gli aveva ancora riferito quale fosse il mio nome) che mi chiamassi Perla (quando questo , a dirla tutta, il mio amato cognome.) Abito a Reggio Emilia da quando sono nata e potrei considerarmi a tutti gli effetti figlia unica se solo non avessi, e per questo devo ringraziare i miei genitori (o la Provvidenza), il mio fidato fratello a quattro zampe. Ho compiuto sedici anni il 19 Febbraio e non sopporto chi scrive in cifre la propria et, n chi stabilisce arbitrariamente quale sia il numero effettivo dei TRE puntini di sospensione. Mi definisco, e non solo io, piuttosto incoerente, nonch saltuariamente incostante. Sono pigra, ma amo gli sport. Adoro disegnare e dipingere, ma raramente ho la pazienza di farlo (a meno che non mi serva da valvola di sfogo.) Sono aperta a qualunque genere di musica, ma sono altamente selettiva nei riguardi delle canzoni che ascolto. Le scienze costituiscono una delle mie passioni maggiori, ma i miei scaffali straripano di romanzi di fantasia (in fondo la natura ha lavorato con tanta cura, che il confine tra scienza e magia si rivela, spesso, difficile da imporre.) Le persone alle quali tengo di pi mi considerano abbastanza socievole. In verit so cosa significhi provare imbarazzo dinnanzi a una persona, giovane o adulta che sia, mai vista prima, per cui cerco sempre di far sentire a proprio agio chi mi sta attorno, bench purtroppo il mio impegno non implichi un immediato successo. Stando anche a quanto afferma il profilo del mio segno zodiacale, che (mi costa ammetterlo) non lungi dalla realt dei fatti, ho un forte senso della giustizia, specialmente nel momento in cui vengono tirati in causa gli animali, aggiungerei. Non per niente da piccola volevo diventare veterinaria. Un enorme spicchio del mio cuore consacrato allitaliano, che , per me ma non solo, una tra le lingue pi belle al mondo, se non la prima in assoluto. Io stessa mi fustigherei quando ne offendo la grazia compiendo uno strafalcione. Senza dimenticare la voglia di piangere che mi sovviene ogni qual volta qualcuno (me compresa) abusa di anglicismi che tuttavia presentano un loro corrispettivo nella nostra lingua. E nulla. Sono un tantino prolissa.

Letture, film, musica preferiti

Mi commuovo facilmente, persino per un trailer ben fatto, e affinch una qualsiasi opera darte (che essa rientri nellambito della vista, delludito o di entrambi) mi smuova nel profondo, basta (come se fosse facile, direte, ma a volte lo ) che risvegli in me quellamore cieco per lanimo e il genio intrinsechi nelluomo. Perch, oltre tutto il male che facciamo, siamo capaci di cose straordinarie. Siamo capaci di una passione irrefrenabile, di unintelligenza matematica, di una sensibilit cos sincera da spingere alle lacrime, di un perdono che viene dal cuore, di una piet divina, di una fede e una speranza incorruttibili e di un intuito per il quale non sapremo mai davvero chi ringraziare. Amo Harry Potter e la donna che lo ha concepito, perch il suo un mondo immenso, meraviglioso e in cui ogni cosa funzionale, mai casuale. Amo Isabel Allende e ogni suo romanzo che ho letto, perch ha uno stile unico e non c cosa da lei scritta che non diventi viva a un certo punto. Amo Il buio oltre la siepe, perch guarda a un tema immenso attraverso gli occhi di una bambina. Amo Neil Gaiman e i mondi in cui si muovono i suoi personaggi, perch la loro crescita, sempre, a illuminare le tenebre che premono da ogni lato. Amo It di Stephen King, perch in esso nessuna parola sprecata, e i protagonisti ti rimangono appiccicati addosso anche quando se ne vanno. Amo, e qui qualche mio coetaneo darebbe di stomaco, I Promessi Sposi e la morale di Manzoni, perch al di fuori della scuola non lo avrei mai degnato di uno sguardo causa la reputazione di cui gode fra noi studenti, ma mi ha fatto ricredere sotto ogni punto di vista, con quei suoi personaggi tanto autentici da darti limpressione che non ti abbandonino mai. Amo Tim Burton e tutti i suoi film (o quasi) per la loro follia, che va contro qualsiasi corrente con una tenerezza che non ti aspetteresti. Amo War Horse pur non avendo letto il libro da cui stato tratto, perch ti sottopone la prospettiva di chi spesso viene dimenticato. Amo Unbroken perch commuove con una forza travolgente. Amo Indiana Jones e Ritorno al futuro, perch sono immortali. Amo Coco e Zootropolis e infinite altre pellicole della Disney, perch non sono solo per bambini. Amo, tra i tanti, i Coldplay, Ed Sheeran, gli Imagine Dragons, i Linkin Park e i Radiohead, perch nel loro caso la musica un mezzo per dire quel che con le parole, da sole, non sarebbero stati in grado di comunicare, e mi dispiace non essere altrettanto ferrata in materia di cantautorato italiano, nonostante alcune delle poche canzoni che ho ascoltato (e ci tengo a citare La guerra di Piero) mi abbiano realmente colpito.

Hobby, interessi, curiosità

Gioco a pallavolo da nove anni e da due sono il primo libero della squadra, ma non questo linteresse che pi mi preme sottolineare. Al contrario, lArte occupa uno spazio sterminato nella mia vita, in ogni sua sfaccettatura. Ho iniziato con il disegno. Da piccola osservavo mia madre e le sue sorelle disegnare, o chiedevo loro di farlo. Ne ero affascinata, e ben presto cominciai a riprodurre i loro schizzi, fino a che non compresi che ero perfettamente in grado di disegnare per conto mio, di realizzare quello che volevo nello stile che preferivo. Ho poi preso lezioni di chitarra a partire dalla quarta elementare fino in terza media, e ora faccio pratica da sola (anche se vorrei tanto riprendere i corsi.) Ma sono i libri e la scrittura a detenere il primo posto sul podio, e gi quando la scuola non era che allorizzonte, i miei genitori recepirono i primi segnali di quello che sarebbe divenuto, dapprima, un interesse, e solo dopo una necessit, un sogno, un dolce tormento. Difatti, ho imparato a leggere e a scrivere alla tenera et di quattro anni (e mezzo, se vogliamo essere pignoli.) Da quel momento non ho pi smesso di farlo. Ah, spesso indosso calzini di colore diverso, nellillusoria convinzione che ci mi porti fortuna, e so sia parlare che leggere ad una velocit, a mio parare, notevole.

Il mio sogno...

A questo punto mi pare abbastanza ovvio, c ben poco da raccontare, ma precisiamolo comunque. Il mio sogno nel cassetto, che ormai giunto ad ingombrare ogni scomparto dellarmadio, diventare una scrittrice. Solo a me suona un po mistico quando lo dico? come se, pronunciate (o scritte) queste parole, un gigantesco gong emanasse il suo grave rintocco, facendo di esse un giuramento sacro ed inviolabile. Vorrei tanto vivere di ci che amo.

Il lavoro che mi piacerebbe...

Ammesso e non concesso che scrivere per guadagnarsi di che vivere sia a tutti gli effetti un mestiere (bench tanto tanto speciale), riconosco che, come ogni altro lavoro dipendente dallArte e, di conseguenza, (udite udite! srotolate il tappeto, suonate le trombe e prostratevi al suo arrivo!) dallIspirazione (assai poco volubile, com noto), rischi di garantire nientaltro che un futuro poco idilliaco. In pi, ora come ora non ho esattamente le idee ben chiare, ecco. Probabilmente se dovesse andarmi male opterei per una carriera da insegnante o da giornalista, oppure per un lavoro che abbia a che fare con la scienza (diventare una ricercatrice non sarebbe affatto male.)

Le materie che mi interessano di più...

Io e il dizionario di latino siamo una cosa sola, anche se a volte lo tradisco con il libro di biologia. Al che, per, lantologia si adira e pretende attenzioni. Diciamo che da sempre dentro di me sussiste questo dissidio tra le materie umanistiche e quelle scientifiche. Tant' che, pur avendo virato, nella mia scelta della scuola superiore, in direzione delle seconde, custodisco gelosamente volumi su volumi di greco antico, in attesa di tempo e di un vocabolario.

Il mio rapporto con la scrittura...

Come ho detto qualche riga pi su, la scrittura per me costituisce, al pari di tutte quelle cose cui si tiene particolarmente e che acquisiscono, cos, la facolt dessere fonte di gioia e sofferenze, un dolce tormento. Esistono gli interessi. E poi esistono le passioni, che a lungo andare, qualora sopravvivano allincedere del tempo e allavvento dellet adulta, si tramutano in sogni. Questi, a loro volta, specialmente nei periodi di sconforto, possono divenire vere e proprie necessit. Quindi ecco, non riesco a trovare le parole esatte per descrivere cosa sia la scrittura nel mio piccolo, non c una sola definizione che possa racchiudere tutta la mia devozione a questArte, ma di un fatto sono assolutamente certa: la scrittura mi fa stare bene. Riesce a tranquillizzarmi quando sono arrabbiata, mi rende speciale quando penso che non ci sia nulla a distinguermi dagli altri, ha il potere (unico, direi) di farmi sentire bella quando lo specchio non dello stesso parere, mi consente di aprire una finestra su un mondo nuovo quando ho limpressione che questo mi stia troppo stretto. Credo, in questo senso, che la scrittura sia forse la forma dArte pi egoistica, perch ogni scrittore finisce col parlare della propria esperienza, anche se indirettamente. Non importa che chi scrive sia un matematico e il suo personaggio un coniglio, o che abbia centanni e i suoi protagonisti solo dieci: in quel coniglio che non balzer mai fuori dalla sua prigione di carta, in quei bambini che mai invecchieranno, in quello stile che di quellautore e di nessun altro e che vale pi del suo nome, ci sono pezzi della sua storia. Noi, noi che scriviamo, per diletto o per amore nei riguardi di unArte millenaria, abbiamo la fortuna di poter incanalare sentimenti dogni tipo in parole che, magari, ben poco hanno da spartire con quanto stiamo provando. latto in s. Una magia. Una liberazione. Non sono costante nella scrittura, mi ritengo, piuttosto, succube dellIspirazione. Tuttavia, se la giornata non va come sperato, se quei fastidiosi ed inspiegabili sbalzi dumore adolescenziali mi colgono spiacevolmente di sorpresa durante una mattinata scolastica, il pensiero che a casa ci sia qualcuno ad attendermi, qualcuno a cui io posso dare la vita e la parola con le mie mani, a ricordarmi che c molto di pi oltre tutto il dolore, che io custodisco un segreto che solo mio, la chiave per unaltra dimensione. Il racconto breve (one-shot lo chiamano gli anglofoni, e cito lespressione perch apprezzo il concetto che sta ad indicare) il genere di narrazione che pi rispecchia le mie esigenze, dal momento che mi consente di spaziare dalla descrizione di un paesaggio a un dialogo, dalle figure retoriche proprie della poesia allimmedesimazione in un personaggio totalmente inventato e che mio compito rendere autentico. Gli scritti di questo tipo sono dunque i pi numerosi nel mio repertorio. Spesso, per, ci che mi spinge a ghermire la penna un impulso viscerale, molto pi profondo, difficile da mettere a fuoco e da gestire, per cui il racconto in prosa risulta essere unopzione impossibile da vagliare anche solo lontanamente. Le parole, in questo caso, raramente sono pesate, e provengono da un cantuccio dellanima la cui ubicazione tuttora un mistero; si dispongono prima in fila, quasi ubbidienti, poi una sotto allaltra, per dividersi, infine, in falangi indisciplinate. Se pu dirsi poesia? Non lo so, ma sicuramente scrivere, in entrambi i casi, una sorta di pellegrinaggio in mezzo alle montagne: doloroso, ma profondamente liberatorio, latore di una quiete agrodolce. Quindi, anche nelleventualit in cui il mio sogno non dovesse realizzarsi e mai si presentasse loccasione di vedere una mia storia sugli scaffali, non smetterei di scrivere per niente al mondo.

Come ho conosciuto le Olimpiadi di italiano e come mi sono preparato

Ho partecipato anche lo scorso anno su iniziativa del mio liceo ed ovviamente grazie a questultimo che sono venuta a conoscenza del progetto. Per prepararmi alle gare ho sia svolto le prove degli anni precedenti, sia fatto ricerche per conto mio sugli argomenti pi disparati, dalle figure retoriche agli errori grammaticali pi comuni e molto altro: non tutti sanno cosa sia unipotiposi.