Mi presento

Mauro Alberto  Avigliano

Mauro Alberto Avigliano

Frequento la III AS (triennio) del I.I.S. "œG. Solimene" Lavello a Lavello (PZ)

Abito a Lavello (Potenza)
Basilicata
Italia


Chi sono

Sono Mauro Alberto Avigliano, sono nato la sera del 25 luglio del 2005 a Melfi e sono sempre vissuto a Lavello, una cittadina nel nord della Basilicata. Sul mio conto non si potrà certamente dire che sia stato un atleta: non mi sono mai distinto per il fisico e sono stato abbastanza cagionevole di salute. Sempre in cerca di amicizie oneste, quando le trovavo, le ho coltivate con assoluta fedeltà. Fu radicato in me l'amore per la libertà, che - l'ho capito abbastanza presto per fortuna - si può ottenere solo con la conoscenza e lo studio assiduo. Amo mettermi in dubbio e partecipare a questo tipo di gare, perché per me significa innanzitutto mettersi in sfida con sé stessi.

Letture, film, musica preferiti

Il mio libro preferito è "Il Maestro e Margherita" di Michail Bulgakov, un romanzo eccezionale, ambientato nella Mosca degli anni Trenta, che racconta dapprima lo sconvolgimento delle vite di alcuni simpatici moscoviti e poi una commovente storia d'amore. Il tutto sotto gli occhi e con lo zampino di Satana in persona. La mia canzone preferita è "Giovani Illuminati" del gruppo "Eugenio in Via Di Gioia", perché è una sottile critica e allo stesso tempo un brillante elogio al mondo di oggi. Non ho, al contrario, film preferiti.

Hobby, interessi, curiosità

Studio da cinque anni il violino, sebbene so che non farò il violinista nella mia vita, e considero la musica una parte integrante della mia personalità, ma non quella essenziale. Amo tutte le lingue del mondo (antiche e moderne), ma parlo solo l'inglese, un po' di francese e il latino. Sarebbe un sogno poter imparare anche il greco antico e l'ebraico, ma il mio tempo è già impegnato dalla scuola purtroppo. Disegno, soprattutto in estate, con sanguigne, carboncini o con inchiostri colorati, ma non sono mai stato bravissimo a colorare.

Il mio sogno...

Il mio sogno nel cassetto è, fin da quando ero un bambino di appena sette anni, trovare un'equazione che permetta il viaggio nel tempo e vincere per la mia idea il premio Nobel per la Fisica. Sebbene sappia che viaggiare nel tempo sia contrario a molti principi della fisica, non ho mai smesso di pensare a una conversazione, in un futuro più o meno prossimo, con Cicerone, Leonardo... più in generale con i grandi del passato, proprio perché ho una curiosità che mi brucia dentro e porta a domandarmi "Come e quanto l'uomo di ieri è diverso dall'uomo di oggi?".

Il lavoro che mi piacerebbe...

Mi piacerebbe moltissimo diventare un fisico teorico specializzato nella fisica delle alte energie (una branca della fisica delle particelle che studia le particelle elementari e i costituenti della materia), perché questa particolare branca della fisica non solo studia la natura nella sua interezza e bellezza, ma ricerca l'origine dell'universo e della realtà e prova a esprimerla tramite il linguaggio della natura stessa, che è la matematica. In questo modo parteciperei a una staffetta immaginaria a cui hanno preso parte filosofi come Talete, Platone, Aristotele, Galileo, Newton fino ai fisici Fermi, Einstein, Hawking e Richard Feynman.

Le materie che mi interessano di più...

Provo un amore smisurato per tutte le materie scientifiche, ma anche per quelle umanistiche: le prime sono uno strumento con cui esplorare il mondo che mi circonda con gli occhi della ragione; le seconde un mezzo con cui comprendere la realtà delle cose, non fermandosi solo alla loro forma esteriore. Le mie materie preferite sono infatti fisica, latino e filosofia, tutte materie che richiedono almeno una minima forma di ragionamento.

Il mio rapporto con la scrittura...

Ad oggi posso dire di avere un buon rapporto con la scrittura, sebbene non sia stato sempre così. Solo alle scuole medie ho capito l'importanza dello scrivere e la forza che un semplice insieme di parole può avere sulle coscienze delle persone e da quel momento scrivere qualcosa non è stato più un rispondere alla traccia di un docente ma un condividere qualcosa di personalissimo. In quella minuscola porzione di tempo che mi riservo nell'arco della settimana, provo a buttare giù qualche riga o a penna o al computer, soprattutto quando provo un sentimento forte, come può essere la tristezza per una delusione a scuola, oppure anche quando mi balenano delle idee pazze per la testa (scrivere un romanzo, un poema, una canzone), dopo aver letto qualcosa di nuovo e stimolante. Scrivo invece per necessità solo se devo inviare delle mail ai miei docenti per la partecipazione a dei corsi extra-scolastici.

Come ho conosciuto le Olimpiadi di italiano e come mi sono preparato

Sono venuto a conoscenza delle Olimpiadi di Italiano grazie alla mia professoressa di Lingua e Letteratura Italiana e Latina, che mi ha iscritto già in primo superiore alle gare, nella convinzione - non errata - che mi sarebbero piaciute. Da quel momento le ho ripetute ogni anno, non preparandomi però in un modo estremamente rigido: principalmente leggendo un libro prima della prova o facendo una versione di latino (per ripetere meglio l'analisi logica e del periodo). Per la Finale Nazionale, al contrario, sto studiando la struttura delle possibili tipologie testuali presenti e provo a svolgere le prove degli anni passati.