Mi presento

Irene Riondino

Irene Riondino

Frequento la 2C (biennio) del CHRIS CAPPELL COLLEGE a Anzio (RM)

Abito a Anzio (Roma)
Lazio
Italia


Chi sono

Mi chiamo Irene, come si avrà già avuto occasione di notare, e ho quindici anni. Mi reputo una persona estroversa e solare, e prediligo la gentilezza come stile di vita. Se tutti esternassimo di più i pareri positivi sulle persone che li circondano - riuscendo anche, magari, a strappare loro un sorriso - il mondo sarebbe certamente un posto migliore. E lo sarebbe anche se molte più persone praticassero la meditazione e si avvicinassero alla filosofia buddhista.

Letture, film, musica preferiti

Premetto che non ho un libro preferito né tantomeno un film; si tratta solo di generi o tipologie che maggiormente prediligo e che generalmente accolgo. Chiarito ciò, sono aperta a qualsiasi suggerimento in merito. Per quanto riguarda i libri che più gradisco leggere, posso affermare con certezza che sono i libri di formazione e introspettivi: di gran lunga ho più piacere ad assaporare una buona caratterizzazione di un personaggio, con tutte le sue sfaccettature e tutti i suoi cambiamenti caratteriali e psicologici, anziché leggere di un'eroica vicenda. Film preferiti, come già esplicitato, non ne ho, ma recentemente ho visto un film che mi è particolarmente piaciuto: "Believe me: the abduction of Lisa McVey". Dulcis in fundo, ascolto quasi tutti i generi musicali: ho una preferenza per il rock and roll e il pop, italiano ed estero, degli anni trenta fino ai novanta, ma non manco di ascoltare anche canzoni più recenti. In questo periodo sto ascoltando spesso canzoni country e ballate tradizionali irlandesi. Mi mettono l'allegria e la motivazione giuste per iniziare bene e gioiosamente la giornata.

Hobby, interessi, curiosità

Sono una persona estremamente curiosa, di conseguenza i miei interessi vertono su ogni tipo di ambito. Due sono gli hobby per cui più dedico e spartisco il mio prezioso tempo: lo sport e la lettura. Se fosse umanamente possibile, praticherei qualsiasi sport che sia stato inventato e leggerei ogni libro che sia mai stato scritto. Mi piace anche passare il tempo con mia madre, a volte dilettandoci in giochi da tavola come Taboo o dama e scacchi. Amo stare in mezzo alla natura, una delle tante meraviglie che ci sono state offerte e che dovremmo maggiormente apprezzare.

Il mio sogno...

Fin da bambina il mio sogno è sempre stato affermarmi: non parlo solo della carriera, ma specialmente della mia persona. Affermare il mio carattere, arricchire le mie conoscenze, applicare le mie competenze, adoperare le mie capacità, attraverso tutto ciò che possa giovarmi, che possa ampliare il mio bagaglio culturale. "So di non sapere", come disse il buon vecchio Socrate, ma voglio oltremodo impegnarmi per diminuire sempre di più l'insieme di cose che non conosco, che non ho la minima idea di come si facciano, che non ho ancora trovato il modo di osare fare... Per lo stesso motivo, voglio viaggiare: il movimento, lo spostamento verso altri luoghi a noi più o meno ignoti, è ciò che più ti agevola quando si tratta di venire a contatto con nuove informazioni, nuove realtà, che potrai o meno approfondire. E non si tratta di un puro e mero spostamento fisico: escludendo questo aspetto, la medesima lettura ti permette di viaggiare tra realtà completamente diverse.

Il lavoro che mi piacerebbe...

Sono confusa. Ho così tante passioni, talmente tanti interessi che vorrei approfondire che non so decidermi. Se il tempo non fosse un tiranno mi specializzerei in ogni ambito, ma purtroppo non è così. Prima o poi dovrò decidere su cosa fondare la mia carriera lavorativa e cosa, necessariamente, dovrà rimanere un hobby, un passatempo. Eppure, per ora preferisco spaziare e immaginare di essere al contempo un'archeologa e una ricercatrice biomolecolare, o una docente universitaria di lettere antiche e una linguista di lingue slave. Non è ancora arrivato quel momento che mi abbia portato a dire: "Ecco, questo è ciò che più mi appassiona. Su questo fonderò il mio lavoro". E non ho intenzione di cercarlo. Lo attenderò con trepidazione e pazienza, come attenderò che lo stesso tempo faccia il suo corso e mi mostri cosa ha in serbo per me.

Le materie che mi interessano di più...

Risposta secca: lingue classiche e fisica. Frequento il liceo classico e non c'è giorno in cui rimpianga di aver optato per questa scuola: ogni giorno riconfermo la mia scelta di impuntarmi nello studio del greco e del latino. Per quanto possano essere tediosi, riesco sempre a trovare il modo di divertirmi nel comprenderli e mi appaga riscontrare e accorgermi, giorno per giorno, di quanti benefici mi rechino, quanto mi arricchiscano. E poi la fisica... Avevo già accennato a quanto fossero disparati i miei interessi e non si trattava di un'iperbole. Amo le materie scientifiche quasi quanto quelle classiche, e trovo spunti di apprendimento tanto nell'une che nelle altre. Mi trovo a mio agio tra i numeri, i teoremi e le formule e mi piace giocare con essi, come mi piace giocare con le parole.

Il mio rapporto con la scrittura...

Non scrivo spesso al di fuori dell'ambito scolastico. A dir la verità, fino a non molto tempo fa mi spaventava. Sono una persona precisa e, se vogliamo dirla tutta, una perfezionista di prima categoria: sento il bisogno impellente di eccellere in qualsiasi cosa mi accinga a fare. Il perfezionismo è un'arma a doppio taglio: ti permette di ambire, esprimerti, informarti, approfondire e sperimentare, per il semplice fatto che non puoi farne a meno: non si tratta di rendere meglio degli altri, si tratta di superare te stesso e le aspettative che tu stesso hai delle capacità e competenze che ormai dovresti possedere o degli obiettivi che ritieni di dover essere in grado di raggiungere. Eppure, un perfezionista che sente di non aver dato il meglio prova frustrazione. E la frustrazione è la peggiore limitazione che esista: non ti permette di far emergere il tuo vero potenziale, perché ti costringe a focalizzare la tua attenzione su blandi dettagli e non sul puro piacere: ti annebbia la testa con pensieri superflui come, parlando specificamente della scrittura, ricordandoti che avresti potuto creare scenari più fantasiosi; che ti saresti potuto ingegnare a ricercare termini e strutture atipiche rispetto alle ordinarie; che avresti potuto trovare dei modi migliori per rendere la storia più coinvolgente... Siamo sinceri: se la si deve vivere in questo modo, la scrittura non è più un piacere. E riconosco quanto sia assurdo affrontare un problema del genere in un contesto come quello delle Olimpiadi di Italiano; a dir poco paradossale. Ma ogni giorno mi impegno per arginare, o perlomeno contenere, questo aspetto poco costruttivo del mio carattere e per imparare a godermi il semplice scrivere, sfogarsi e comunicare. Adesso ho una chiara e differente visione della situazione: per quanto riguarda la perfezione di ciò che scrivo - sinceramente e con affetto - può andare il più lontano possibile da me.

Come ho conosciuto le Olimpiadi di italiano e come mi sono preparato

In semplice ambito scolastico. Il mio docente di Italiano ha proposto alla classe questa competizione e. chi più chi meno, abbiamo apprezzato l'iniziativa. Ho cercato di prepararmi al meglio con un ripasso generale della grammatica italiana (che non fa mai male) e una buona dose di allenamenti su riassunti, parafrasi e testi, specialmente argomentativi.